Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

sabato 25 marzo 2017

I segnali dei ragazzi: torturatori bambini

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Da anni il bambino, poi ragazzo, subiva le angherie e le torture dei coetanei.
Non riusciamo neppure a pensare a cosa sia stata la vita di questo ragazzo. Gridiamo all'orrore come se fosse nostro figlio o nipote o studente.
Ora immagino per lui, e i suoi genitori, un percorso faticoso di ripresa della propria umanità ferita.
E gli altri?  Qualche scusante per questi "poco più che bambini" aggressori, senza la sensibilità umana che ci contraddistingue dall'istinto? 
Ci fanno la stessa pena,  sgomenti li pensiamo adulti e non riusciamo a staccare la mente dalla parola: prevenire.

Come si previene, cari genitori?

Educando, condividendo, accompagnando da vicino, scegliendo, dando strumenti protettivi.
Ce lo ricorda oggi su Avvenire  anche Don Praticiello. Lo fa ricordando Chiara Lubich e Don Bosco, due educatori per eccellenza.
E' la fatica che va permessa, non evitata ai figli, è l'educazione con... la testimonianza, che più dalle opere imparano che non dalle parole. E' il rispetto dei valori grandi, e la tenacia, il sacrificio e la rinuncia per raggiungere mete alte.
Non togliamo ai nostri figli la fatica di arrivare, non derubiamoli della gioia di farcela da soli, di impegnarsi, di combattere la buona battaglia.
Stiamo loro vicinissimi, diamo loro strumenti, ma già fin dalla nascita!!! Non aspettiamo quando è troppo tardi, non presentiamo la vita come una facile discesa. Non lo sarà mai! Indichiamo loro il cielo e vette alte e pure. Là devono fissare lo sguardo, là sognare un futuro buono e grande.
Non difendiamoli quando non lo meritano, diciamo la verità o avremo ingannato loro, noi stessi, l'uomo e di questo ci chiederanno il conto. 
E sarà oneroso e drammatico.
Ma poi stiamo loro vicini e accompagnamoli.
Questi giovanissimi hanno ora una vita da recuperare e non sarà facile.

(vedi anche i post:  Autonomia, Fortezza, I segnali dei bambini, Professione genitore,  Adolescenza)

pubblicato da Annamaria Gatti
foto; Scirocco News

giovedì 16 marzo 2017

I segnali dei bambini 3: sono a disagio, aiutami! Paolo, oppositivo e provocatore

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Bentrovati  al nostro terzo appuntamento: i segnali dei bambini, come leggerli?
Avevo anticipato che avremmo cercato di leggere insieme i segnali che Paolo manda ai suoi genitori e agli educatori.
Partiamo.
Paolo ha 8 anni.
I genitori e gli insegnanti sono preoccupati. In qualche momento è capitato che gettassero la classica spugna: irrecuperabile. Anche le terapie psicologiche sembrava a loro che  non avessero dato frutto. 
Così avevano abbandonato il percorso, troppo presto... e avevano navigato al buio.

Cosa fa o non fa Paolo?
O A scuola e a casa provoca adulti e  soprattutto coetanei con gesti, accuse, frasi indisponenti;

O si nasconde, si isola spesso, si nasconde sotto tavoli o sedie se è in un contesto sociale, non se è solo a casa;
O sembra sempre distratto ma…
ascolta sempre tutto  e riferisce con puntualità esasperante,
   destando talvolta l'ammirazione degli adulti e dei compagni;
anticipa  i contenuti talvolta in modo indisciplinato, a scuola ottiene ottimi risultati; 
accusa tutti, prevarica e ostacola gli altri compagni, appena può li svalorizza;
rabbia e disperazione sono la caratteristica più evidente delle sue relazioni, i suoi occhi spesso si riempiono di lacrime e di tristezza;
fugge da una stanza, dall'aula se qualcosa non gli viene permesso, se gli si pongono dei limiti, se lo si corregge direttamente e pubblicamente.

PAOLO  HA UN DISTURBO DELLA CONDOTTA?
Paolo soffre per un disagio che va letto con competenza e lungimiranza.
Nei suoi segnali, molto inquietanti e chiari, possiamo leggere messaggi che potrebbero essere risolutivi per individuare la terapia e soprattutto la bonifica delle risposte ambientali degli educatori. Abbiamo saputo  inoltre che vi sono problemi di salute, che necessitano di approfondimenti clinici.
Ad un'analisi oggettiva delle osservazioni dei comportamenti di Paolo si sono rilevati questi interessanti messaggi precisi, che hanno trovato riscontro nei numerosi step di osservazione: 
VEDI QUANTE COSE SO FARE E CONOSCO?
VALORIZZAMI PER FAVORE, VEDI CHE SOFFRO...
O QUALCHE VOLTA MI SENTO MALE, AIUTAMI MI SENTO IN ANSIA
AIUTAMI A INTERIORIZZARE MODELLI BUONI DI GESTIONE DELLA MIA ANSIA
SE MI AIUTI E SEI CALMO TU IO SONO CAPACE DI STARE CON GLI ALTRI
RASSICURAMI, DIMMI CHE MI ACCETTI COME SONO, STAI CON ME
CONTIENIMI QUANDO NON RIESCO A CAPIRMI E SCAPPO DA ME
FAMMI FARE ESPERIENZE BUONE DI RELAZIONE
NON PRETENDERE DA ME CHE IO SIA (TROPPO) GRANDE E PERFETTO
FIDATI DI ME, IO VOGLIO FIDARMI DI TE, MA FAMMELO CAPIRE SEMPRE, OGNI VOLTA CHE STO MALE.

Risultati:

1)A Paolo è stata diagnosticata una malattia genetica di malassorbimento che lo obbliga a una dieta particolare.
2) E' inserito in un percorso psicoterapeutico, con laboratori a gruppi, attività sportiva. 
3) I genitori e gli insegnanti sono supportati dallo psicologo che li accompagna nella gestione del comportamento con strategie educative e verifica periodicamente gli obiettivi fissati.

 Leggere e comprendere i segnali inviati da Paolo è stato fondamentale nella determinazione dei suoi reali bisogni e nell'aiuto.

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto dal film: Mamma ho perso l'aereo

lunedì 13 marzo 2017

I segnali dei bambini 2: come ci parlano?

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Il mondo adulto fatica spesso ad alzarsi al livello dei bambini e poi si chiede come capirli, che è un mestiere così difficile quello di crescerli, che ci sono tante corse da fare e che si è stanchi quando si rientra a casa e loro allora  chiedono, parlano, si muovono... 



... Oppure  non chiedono e non parlano, non sempre perchè sono diventati mansueti, ma perchè sono come già delusi e forse scoraggiati e rispondono a messaggi involontari già dati: fate i buoni, non disturbate.

Difficile alzarsi al loro livello, dicevo. Difficile fermarsi e vedere al di là. Ma non sempre è così, vi sono tanti genitori in gamba, ciascuno con i suoi interrogativi e i suoi punti deboli. I bambini amano chi li ama davvero, anche se quell'adulto è  un cumulo di difetti.

Cosa vorrà dire questo bambino che fa i capricci?
E' già una domanda interessante, non è come chi dice: è un bambino impossibile, è capriccioso!
Cosa stanno dietro i capricci per esempio?
Un brutto carattere? Un'affermazione che qualche psicologo definirebbe un'atrocità. Una sentenza. Vedremo perchè.
SONO QUANTO SARANNO AMATI, dicevamo nel post precendente.

Per capire, per saper leggere i loro segnali occorre una premessa:
OSSERVARE PER LEGGERE
Sembra facile, ma non lo è.
Saper osservare, vedere oltre al guardare senza intenzionalità, è una bella sfida umana. 
Noi vediamo gli altri e le cose, ma se osserviamo è diverso, tutto assume una fisionomia, che ci stupisce.
Allora il SILENZIO, il GESTO,  l'ESPRESSIONE del volto, la PAROLA, CIO' CHE FA... assumono significati pregnanti e ci accompagnano nella lettura del disagio o della gioia, o della preoccupazione, o della paura. 
CI DICE LE COSE COME STANNO. A SAPERLE VEDERE.

Cosa si nasconde dietro a Paolo, 9 anni, che provoca in continuazione, a casa e a scuola?
Lo vedremo la prossima volta, al prossimo post.
A presto!

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto dal film Pippi Calzelunghe

lunedì 6 marzo 2017

I segnali dei bambini 1: come "leggerli".


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Iniziamo oggi un breve percorso con la finalità di accompagnarci in una lettura dei segnali dei bambini: spesso non sempre siamo in grado di comprendere perchè un bambino si comporta in un certo modo e vorremmo capire i suoi messaggi, per aiutarlo, per essere efficaci nella relazione e nello stile educativo.
I post che seguiranno sono rivolti a 
genitori
nonni
educatori
insegnanti...
E sono disponibile a contatti, come sempre, per chiarire, approfondire o segnalare contributi in merito. 

Introduzione
Tempi difficili e mass media occupati a darci solo notizie tragiche o d’effetto, non favoriscono certo la serenità delle famiglie. 
Valori, speranza, fiducia, tenacia, coraggio, buona progettualità, sembra siano termini troppo scontati, ingenui o preistorici.

Anche la psicologia dell’età evolutiva  sta lavorando  per confermare, recuperare, valorizzare, alla luce dei cambiamenti sociali, il ruolo della famiglia e dei genitori a cui hanno diritto tutti i bambini, insistendo su modelli educativi possibili, facilitando la comunicazione, la collaborazione per creare abilità e soprattutto conoscenza e fiducia nella propria azione educativa.

Ma quali figli vogliamo crescere? 
Abbiamo un progetto per loro che rispetti ogni individualità?
Vogliamo figli sani, educati, intelligenti, di successo, responsabili, magari autonomi, competenti, ben socializzati…?
Ma questi figli saranno COME E QUANTO SARANNO AMATI.
Potete cambiare una solo sfumatura di un tramonto o di un’alba a cui assistete? Potete stupirvi, emozionarvi, ringraziare il Creatore, ma non aggiungerete una sola pennellata di cobalto o di arancione, di giallo o di viola!
I figli sono proprio così: facciamo responsabilmente la nostra parte, ciò che ci viene richiesto, perché crescano secondo un disegno ben preciso, secondo la loro straordinaria unicità  su questo pianeta.
                                        Al prossimo appuntamento. 
Vedremo insieme come leggere i segnali dei bambini in alcune situazioni critiche desunte dalla realtà.


Pubblicato da Annamaria Gatti

foto da scienzaesalute.blogosfere.it

venerdì 3 marzo 2017

Blog Infanzia: 200.000 e oltre visualizzazioni. I dati.

Immagine correlata


Un blog è come un alunno serio, anzichenò, pronto a fare il suo dovere comunicativo e a restituire dati e informazioni a chi lo cura.
Cura, appunto! 
Significa interesse per la qualità di ciò che si pubblica, rispetto per chi ci visita, che non è utente, ma amico, collaboratore...

E' stato fin qui un cammino interessante, che ho condiviso con Maddalena Triggiano finchè ha avuto il tempo di farlo, poi impegni professionali intensi le hanno impedito di proseguire. La ringrazio per i contributi e il dialogo.

Ringrazio la bella redazione di cittanuova.on line per l'accoglienza e la consulenza.

Ringrazio tutti coloro che hanno visitato anche con messaggi, contatti e suggerimenti questo luogo per l'infanzia, ma non solo, piazza anche per i genitori,  i nonni e gli educatori.
Molti ci seguono con costanza, visti i dati, in crescita rispetto il calo del 2015, e questo mi permette di confrontarmi spesso sulle tematiche proposte.


Tra poco riprenderemo i post con un contributo di taglio psicologico su alcune  criticità educative dei bambini: saper leggere i segnali dei bambini. 
Allora... a presto!

Desidero condividere con voi amici qualche dato:

200.500 visualizzazioni ad ora
230        visualizzazioni di media al giorno
6300      visualizzazioni nell'ultimo mese



"Perchè questo libro? Dall'altra parte del mondo Storia di Vera e Trysa
il post più visualizzato nel mese

"Come crescere un bambino felice...": 
  il post più visualizzato dal 2010 

"Maria una di noi..." 
 il 2° post più visualizzato dal 2010 

massime  URL di riferimento:                       www.google.it e www.cittanuova.it


 Voci di riferimento : 
autostima, ascolto attivo, essere padre, racconto per la mamma, Gesù bambino come me, compleanno

Paese di utenza - dati dal 2010 - in ordine di frequenza:
Italia
Stati Uniti
Russia
Germania
Francia 
Ucraina 
Svizzera
Regno Unito
Spagna 
Cina
Irlanda 
Romania
Brasile
Emirati Arabi

Sono graditi riscontri, suggerimenti, CONTRIBUTI, e condivisioni,
Grazie e buon cammino a tutti.

                                                                           Annamaria
gatti54@yahoo.it
foto: www. famigliacristiana,it

              

martedì 28 febbraio 2017

Accanto alla sofferenza di chi vorrebbe scegliere di morire, incantati dalla voglia di vivere.

Scoperto in facebook e volentieri condivido con voi: 

DISABILITÀ. E LA NOSTRA? 
MARCO MI HA RESA UN PO' PIÙ ABILE

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta, bambino, erba e spazio all'aperto




In questi giorni ho letto con grande rispetto le parole di #DjFabo. Mi hanno colpito e ho provato a sentire mia la Sua sofferenza e la Sua vera voglia di Luce.
La sua è una storia così delicata e preziosa che non me la sento di "dire la mia" sulla sua scelta. Non sento di averne la facoltà.

MA VORREI DIRE QUALCOSA A NOI, uomini e donne all'apparenza capaci d'ogni cosa.
Cosa facciamo nella vita di ogni giorno per far sentire Amati chi, rispetto a noi, ha qualche difficoltà in più?

LA NOSTRA DISABILITÀ, spesso, È L'ASSENZA DI AMORE!
Oltre a scrivere, indignarsi o ricordare sui social, COSA FACCIAMO nella vita di tutti i giorni PER FAR SENTIRE AMATO chi ha una disabilità?
Come li guardiamo quando li incontriamo per strada? Come li salutiamo? Progettiamo assieme a loro? Creiamo con loro? O più semplicemente... rispettiamo il loro diritto al posto auto riservato?

A me l'ha insegnato MARCO, un ragazzo vicentino fenomenale: ho letto un libro che parla di lui, "Compagni di Viaggio", pubblicato dai suoi amici.
Lui era un fenomeno: bloccato su una sedia a rotelle, parlava solo attraverso un computer, ma raccontava di cose straordinarie.

È per questo che oggi il GUARDA-PENSIERO prende in prestito le parole di Marco Amato Bettiol, il mio Maestro: vorrei condividerle perché leggendole possiate anche voi assaporare la Sua profonda passione per la vita e la riconoscenza per chiunque la scorgesse nei suoi occhi scuri!

"Caro amico diario,
a volte mi chiedo che cosa porto agli altri oltre il mio essere diverso, so che la prima cosa che si vede è questo corpo senza tono, gli occhi che difficilmente incrociano e sostengono uno sguardo e mani che da sole poco riescono a fare.
A volte, fedele amico, si parla di me senza tenere conto della mia presenza, mi si parla senza tenere conto che ogni parola per me ha un peso e un valore.
In altre situazioni, occhi doloranti mi osservano e nulla cercano o vedono se non un povero essere che la vita ha castigato.
Invece in me, speciale pagina, c'è vita, in me scorre energia, ci sono pensieri, parole ed emozioni celate dall’impossibilità di parlare.
In me ci sono idee e temperamento, io ascolto e porto dentro delle chiare idee, ho opinioni su fatti e persone e preda di rabbia e ansia, a volte, è il mio cuore.
Caro diario, io non rido a crepapelle e lotto ogni giorno per far vedere che il mio corpo esternamente non sano, internamente è tutto vitale e ricco.
Molte persone in me vedono della vitalità, e allora io riesco a dare e a farmi conoscere.
La mia mente produce e oggi io posso comunicare tutto questo a te, mio cartaceo amico, riuscendo a dire che cosa penso, e ritrovando in me le stesse emozioni dei miei compagni.
Diversa è la mia vita, e difficile è spiegare quanto, ma sono sostenuto e amato da molte persone che in me vedono una persona vera, che può dare e trasmettere, che può imparare e perché no, anche insegnare.
Caro diario, io sono Marco, sono un ragazzo delle scuole medie e oggi ti ho raccontato di me cose che per molti sono scontate, per molti saranno banali, ma io le ho puntualizzate.
Io sono un ragazzo con interessi, mi piace il calcio e vera soddisfazione è guardare le partite di Alberto, il mio piccolo fratellino con piedi professionisti, sono amante dei libri e di storie avventurose e passeggiare è piacevole quando sono in buona giornata.
Osservo curioso ciò che mi sta attorno e ad occhi chiusi ascolto, quello che il mondo racconta.""

Che ne dite di perfezionare, allora, la nostra abilità d'Amare? Sai che gioia si prova allora nel contribuire al sorriso di chi incontriamo?

                                                                                             Cristina Guarda 
https://www.facebook.com/guarda.cristina/?fref=ts

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

martedì 21 febbraio 2017

Recensione Salviamo l'arcobaleno, Conati - Tedeschi testo scritto e musicato. Copione, spartiti e CD.

Salviamo l'arcobaleno [Conati-Tedeschi]



David Conati - G. Bruno Tedeschi
Paoline Editoriale Audiovisivi

Recensione di Annamaria Gatti

L’Editoriale Audiovisivi Paoline fornisce un nuovo  “prodotto”  che si inserisce nel filone delle proposte per fare di canzoni e storie un testo teatrale, ad uso delle realtà educative, ma non solo…
David Conati, musicista e narratore, con l’aiuto della composizione musicale di Giordano Bruno Tedeschi,  sfoga  ancora tutta la  verve creativa e la sensibilità educativa in questo nuovo copione, ambientato nel mondo animale, ma ricco di teneri rimandi alla realtà dei bambini.
Un  colibrì, preoccupato per la scomparsa dell’amato arcobaleno, cerca alleati che possano scongiurare la definitiva morte della fonte di tanto stupore nel cielo. Alcuni vorrebbero aiutarlo, ma non ne hanno il coraggio, altri  lo invitano a lasciar perdere,  che non conviene lottare per un ideale, altri ancora tenteranno di ingannarlo, ma il piccolo esserino riuscirà, dopo aver coinvolto veri amici e tutti i continenti,  nel suo intento di salvare i colori dell’arcobaleno, con una tenacia inversamente proporzionale alla sua dimensione.
Tanti i temi  forti presenti: valorizzazione dei piccoli, degli ideali che li fanno grandi, invito a lottare per raggiungere un sogno o per realizzare un progetto… collaborare e irrobustire l’amicizia per fuggire il qualunquismo  e l’opportunismo dilagante,  anche in questo mondo di animali, che rispecchia purtroppo la realtà umana.
E se il ritmo e il testo delle canzoni è come sempre molto curato nell’ esecuzione canora e strumentale, posso dire che mentre il mio nipotino preferisce la vivace canzone  “Dopo la pioggia” o la “Samba dei colori”, io consiglio il testo bellissimo di  “E’ tempo di partire”, per la serie : diamoci una mossa ragazzi! O  di “Grandi cose insieme” che chiude lo spettacolo:

Tutti insieme, nessuno escluso,
tutti insieme così si fa.
Se lo sforzo è condiviso
La fatica non peserà….

Se ciascuno dona un colore,
se ciascuno apre il suo cuore…

Efficaci le indicazioni di allestimento, variopinti i personaggi animali che sul palco si muovono e cantano  e creative le proposte per realizzare gli originali costumi e la coloratissima scenografia, a cura dell’artista  Elisa Cordioli (che condivide con Davide Conati ben quattro meravigliosi figli!).
Un’ esperienza da prendere seriamente in considerazione,  per la gioia degli occhi e del cuore. Noia sicuramente debellata nella scuola primaria e dell’infanzia!

http://www.davidconati.com/

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it