Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

sabato 19 agosto 2017

Cosa dicono i bambini: "Non diventerò mai vecchio"

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Bambino. Tre anni e mezzo. 
A colloquio con la bisnonna.
"Io non diventerò mai vecchio!"
"Ma tutti diventano vecchi..."
"Per non diventare vecchi (ndr. dentro e un po' anche fuori) bisogna..."
E fa l'elenco dei consigli utili.
"Non diventi vecchio se:

  • giochi tanto
  • ridi
  • viaggi
  • cammini
  • leggi libri
  • nuoti
  • bevi molto
  • mangi bene
  • ti lavi sempre
  • poi sei contento
  • ...
Giovani dentro soprattutto, lo capiscono i bambini per quel meraviglioso meccanismo che poi si inceppa e occorre tornare bambini per capire qualcosa della vita.

pubblicato da Annamaria Gatti
foto da" bambini e natura"

sabato 12 agosto 2017

C'era una volta la buona educazione.

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pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto da:  non sprecare.it

Lo notiamo tutti: la buona educazione è spesso una rimpianta cenerentola fra i nostri ragazzi. 
Occorre iniziare da piccolissimi questa paziente ma gratificante opera da parte dei genitori.

Siamo addolorati in presenza di bambini ineducati, che soffrono manie di onnipotenza nel trattare gli altri, vere pallottole vaganti nella propria società, destinati a mortificare gli altri o la natura, destinati ad essere temuti, forse, disprezzati sempre, infelici sempre! 
Anche questi bambini hanno il diritto primario di essere educati, di essere cooperativi, senza ipocrisie, di crescere sereni con una strada tracciata avanti a sè. (vedi altri post in questo blog con varie etichette come a lato)

Avete visto le richieste base di abilità lavorative? Avere buona capacità empatica e di collaborazione! Senza educazione quindi non vai da nessuna parte.


Tempo di vacanze, qualche ora o qualche giorno  in più da trascorrere insieme ai bambini.
C'è tempo per una revisione e una programmazione degli interventi educativi.
E l'educazione, la buona educazione, ci trova sempre all'erta: noi abbiamo modo di verificare molti angoli del comportamento, loro ci osservano e imparano più dai nostri comportamenti che dalle nostre parole. E' risaputo.
Quanti piccoli esempi e interventi di aiuto possono passare attraverso le figure genitoriali? Tutti, in pratica.
"L'ha detto/fatto il mio papà..."
"Lo fa sempre anche la mamma! E'giusto così."
L'aiuto, la correzione deve essere

  • deciso
  • sempre positivo
  • opportuno
  • rispettoso del bambino, ma adeguato
  • tempestivo
  • pertinente
  • paziente
Valorizzare quello che di buono viene fatto, soprattutto se c'è l'evidente tentativo di correggersi, è sempre vincente. Pena una ferita profonda nella loro autostima personale, nella loro sensibilità e nella intelligenza emotiva.

lunedì 7 agosto 2017

Femminicidio ed educazione

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Ancora donne uccise dal marito o dal compagno di vita. Ormai centinaia anche in questo scorcio d'anno
Le considerazioni si accavallano in cerca di ragioni all'irragionevole comportamento.
Pazzia in persone ritenute assolutamente normali e affidabili.
Un denominatore comune frequente è l'abbandono da parte della donna di un uomo violento e problematico, incapace di resistere alla frustrazione dell'abbandono.
E qui come non fare un cenno alla qualità educativa di questi bambini, ragazzi, giovani e uomini che ricorrono alla violenza se qualcosa sfugge dal loro possesso?
Perchè sentiamo che questo problema è nostro, di genitori ed educatori? 
Perchè nasce dall'educazione ricevuta gran parte del futuro emotivo razionale  di uomini e donne.
E i tempi sono difficili davvero.
"Sono uomini sbagliati" (Camon, Avvenire 6 agosto 2017)
Riconfermiamo allora alcuni obiettivi essenziali di prevenzione:
  • educare alla resilienza, cioè alla capacità di 
  • far fronte alla frustrazione al disagio, alla delusione, 
  • alla perdita della propria autostima, della propria immagine positiva
  • per trovare soluzioni alternative.
  • educare al sacrificio per un valore più alto
  • per amore vero,
  • educare all'impegno, alla rinuncia,
  • mettere i paletti salutari e necessari alla libertà personale,
  • dire quei famosi  "no che aiutano a crescere bene"
  • fermarli con autorevolezza quando è necessario,
  • dare l'esempio...
Avremo lavorato per la loro felicità.
Rimando ai post di questo blog sui contenuti pratici delle strategie educative.

pubblicato da annamaria gatti
foto da Donna Moderna
gatti54@yahoo.it

sabato 29 luglio 2017

Un dipinto. Una madre nella zona rossa dei pfas.

L'impatto visivo è di stupore.
Un fiore si trasforma in una delicatissima fata, ricca di rimandi potenti alla vita e  pure alla sua fragilità. 
Ogni tratto, deciso e nitido è anche  portatore di sfumature morbide e promettenti.
La natura nella sua magnificenza è sovrana, ma anche personalizzata e non esiste qui confine fra realtà e creatività.
Il colore si appropria di una verità nascosta.

Devo presentare i quadri di Michela ai bambini: chi meglio di loro saprà raccontare l'essenza di questo dipinto?  E come questo molti altri che ho furtivamente osservato, senza trovare le parole giuste per chiedere e chiedermi la ragione di tanto stupore.

I bambini  e i ragazzi che vivono  nella terra bellissima  di Michela hanno valori molto alti di PFAS nel sangue. Michela è una madre come tante altre, in questi mesi impegnata a tutto tondo nella battaglia solo apparentemente donchisciottiana, contro l'inquinamento della sua e mia terra. Qualcosa si muove!
Lei e tante altre madri e padri e gente comune ed esperti, abitanti nella cosidetta "zona rossa" inquinata delle province venete di Vicenza, Verona e Padova, si sono riuniti in un gruppo per  collaborare con le istituzioni e per difendere i loro figli, prima di tutto.  Cittadinanza attiva, gioiello di responsabilità  da imitare. 

La zona è contaminata dai pfas, percloruri e interferenti endocrini,  da circa 40 anni.  In particolare è inquinata l'acqua già nella falda, la più importante del Veneto, che fornisce acqua a 21 comuni, a 350.000 persone. Nonostante i filtri "provvisori" dal 2013, non ce la sentiamo  più di berla, senza la certezza che non andrà ad aumentare i valori dei pfas nel nostro sangue. C'è molto da fare: amministrazioni, sanità e scienziati lavorino con onestà e trasparenza. E' in gioco il futuro della natura, della gente che si fida, dei bambini che crescono con questo peso, dei ragazzi che devono prendere atto della loro condizione, essere educati ad una coscienza ecologica, ma soprattutto che devono essere rassicurati sull'impegno a risolvere questo scempio in tempi possibilmente brevi, per ritrovare fiducia e serenità. 

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
Dipinto di Michela  
Autorizzazione di pubblicazione - 27 luglio 2017

martedì 25 luglio 2017

Sono a disagio, aiutami! Paolo, oppositivo e provocatore?

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Bentrovati, ripropongo, viste le segnalazioni,  il terzo appuntamento sulla provocazione: i segnali dei bambini, come leggerli?
Avevo anticipato che avremmo cercato di leggere insieme i segnali che Paolo manda ai suoi genitori e agli educatori.
Partiamo.
Paolo ha 8 anni.
I genitori e gli insegnanti sono preoccupati. In qualche momento è capitato che gettassero la classica spugna: irrecuperabile. Anche le terapie psicologiche sembrava a loro che  non avessero dato frutto. 
Così avevano abbandonato il percorso, troppo presto... e avevano navigato al buio.

Cosa fa o non fa Paolo?
O A scuola e a casa provoca adulti e  soprattutto coetanei con gesti, accuse, frasi indisponenti;

O si nasconde, si isola spesso, si nasconde sotto tavoli o sedie se è in un contesto sociale, non se è solo a casa;
O sembra sempre distratto ma…
ascolta sempre tutto  e riferisce con puntualità esasperante,
   destando talvolta l'ammirazione degli adulti e dei compagni;
anticipa  i contenuti talvolta in modo indisciplinato, a scuola ottiene ottimi risultati; 
accusa tutti, prevarica e ostacola gli altri compagni, appena può li svalorizza;
rabbia e disperazione sono la caratteristica più evidente delle sue relazioni, i suoi occhi spesso si riempiono di lacrime e di tristezza;
fugge da una stanza, dall'aula se qualcosa non gli viene permesso, se gli si pongono dei limiti, se lo si corregge direttamente e pubblicamente.

PAOLO  HA UN DISTURBO DELLA CONDOTTA?
Paolo soffre per un disagio che va letto con competenza e lungimiranza.
Nei suoi segnali, molto inquietanti e chiari, possiamo leggere messaggi che potrebbero essere risolutivi per individuare la terapia e soprattutto la bonifica delle risposte ambientali degli educatori. Abbiamo saputo  inoltre che vi sono problemi di salute, che necessitano di approfondimenti clinici.
Ad un'analisi oggettiva delle osservazioni dei comportamenti di Paolo si sono rilevati questi interessanti messaggi precisi, che hanno trovato riscontro nei numerosi step di osservazione: 
VEDI QUANTE COSE SO FARE E CONOSCO?
VALORIZZAMI PER FAVORE, VEDI CHE SOFFRO...
O QUALCHE VOLTA MI SENTO MALE, AIUTAMI MI SENTO IN ANSIA
AIUTAMI A INTERIORIZZARE MODELLI BUONI DI GESTIONE DELLA MIA ANSIA
SE MI AIUTI E SEI CALMO TU IO SONO CAPACE DI STARE CON GLI ALTRI
RASSICURAMI, DIMMI CHE MI ACCETTI COME SONO, STAI CON ME
CONTIENIMI QUANDO NON RIESCO A CAPIRMI E SCAPPO DA ME
FAMMI FARE ESPERIENZE BUONE DI RELAZIONE
NON PRETENDERE DA ME CHE IO SIA (TROPPO) GRANDE E PERFETTO
FIDATI DI ME, IO VOGLIO FIDARMI DI TE, MA FAMMELO CAPIRE SEMPRE, OGNI VOLTA CHE STO MALE.

Risultati:

1)A Paolo è stata diagnosticata una malattia genetica di malassorbimento che lo obbliga a una dieta particolare.
2) E' inserito in un percorso psicoterapeutico, con laboratori a gruppi, attività sportiva. 
3) I genitori e gli insegnanti sono supportati dallo psicologo che li accompagna nella gestione del comportamento con strategie educative e verifica periodicamente gli obiettivi fissati.

 Leggere e comprendere i segnali inviati da Paolo è stato fondamentale nella determinazione dei suoi reali bisogni e nell'aiuto.

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto dal film: Mamma ho perso l'aereo

giovedì 13 luglio 2017

Compiti per le vacanze estive? Una pianta e un pesce rosso.

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Compiti per le vacanze estive?
I genitori ringraziano tutti quei docenti che hanno colto appieno il senso dei compiti soprattutto estivi: restituire ai ragazzi il valore della disponibilità, dell'impegno a fare, del saper so-stare con famiglia, nonni e amici, del rendersi finalmente solidali a tempo pieno, del prendersi cura di qualcuno o qualcosa... di saper ascoltare, osservare, gustare la vita attraverso esperienze di vicinanza. E leggere... leggere...leggere... ed essere testimoni.

Proverbiali sono alcune liste ormai celebri di compiti davvero alternativi e di senso, ma quella della professoressa Margherita C., tornata in Calabria dopo anni di glorioso insegnamento in Veneto, resta una consegna interessante ed estremamente sintetica.

"PRENDITI CURA DEL PESCIOLINO ROSSO 
E DELLA PIANTA IN VASO 
CHE TI CONSEGNO"

Va da sè che accudire un cosino minuscolo e silenzioso, fragilissimo, dalla grande capacità di ascoltare senza ribattere, ma dall'intenso sguardo interrogativo, non è cosa facile per adolescenti inquieti.
Nè è scontato il fatto di riportare a scuola, a settembre, una pianta in vita, magari fiorita, nonostante la siccità, la noia e la pessima volontà che caratterizza alcuni giorni di una torrida estate.
Si dirà: è il minimo che potrebbe fare una giovanotto o una signorina, oltre a rimboccarsi le maniche lavorando un po'.
Vero.
Ma il messaggio che passa ha molti altri significati reconditi e che raggiungono quello strato intellettivo ed emotivo che risveglia resilienza e autostima, oltre che stima e affetto per la prof.
Allora leggere i libri preferiti e annotare sul diario di bordo, che il o la prof. non ti obbliga a redigere, ma lo aspetta, e lo fai per te e poi glielo farai leggere a settembre... diventa una esigenza viscerale per sentirsi vivi e partecipi di quel che lui o lei dice essere l'esistenza.

Ah! La prof. in questione alla domanda di quali risultati ha rilevato a settembre dopo tale consegna precisa che "tornano con la pianta fiorita e il pesciolino che ha un nome proprio".
E in questi casi solitamente, nel giro di qualche giorno, il ripasso è soddisfacente e generale. Con un occhio al Flanders o al Nemo di turno. AH!

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto Acquarofilia facile

sabato 1 luglio 2017

Vita a Charlie

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Com'è difficile spiegare a un bambino 
perchè Charlie  Gard deve morire.
 Forse è impossibile spiegare che  
se hai una malattia grave 
e non hai speranze di guarire, 
devi morire.
Chiede: "Chi lo dice?"
Già, chi lo dice?
Uomini, medici? Scienziati? Giuristi?
"Ma è vivo adesso questo bambino?"
Vivo, con una macchina per  respirare.
"Ha un papà o una mamma?"
Entrambi, che lo vogliono curare.
"Perchè lo uccidono?"
Perchè non potrà mai guarire.
"Sicuri?"
No.
"Dio potrebbe guarirlo col tempo..."
Chissà, ma forse gli vorrebbero negare questo miracolo.
Ma le sue strade sono inimmaginabili.
"E cosa fa adesso il suo angelo custode?"
Lo accompagna, sempre.
Ciao Charlie, perdonaci.

Pubblicato da Annamaria
foto da Matte da leggere