Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

giovedì 19 ottobre 2017

Favola. Anche la paura aveva bisogno di storie raccontate da un papà.

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COME MATTEO SUPERO' LA PAURA

di Annamaria Gatti
fonte: Città Nuova,  Ottobre 2017

Non c'era che un filo di luce a rischiarare il corridoio, però Matteo sapeva bene dove voleva dirigere i suoi passi incerti: papa' stava lavorando al computer sul tavolo del soggiorno.
Ma ecco che lo spiraglio di luce si fece debole e il buio cominciava a fargli paura.
Cos'era quella macchia buia? 
Un animale feroce o un mostro, pronto ad assalirlo? 
Matteo ascoltò un pochino  il cuore che voleva andarsene a spasso: forse quel battito voleva tornare indietro, nell'azzurro del lettino nuovo!
“No, andiamo avanti, siamo esploratori!” si disse sussurrando il bambino coraggioso.
Ma le cose non erano proprio così chiare: avete  mai provato a camminare al buio? Lo stomaco si stringe e viene anche voglia di fare pipi', proprio quando non puoi provvedere al caso!
Comunque sia,  i piedini  ripresero il cammino, seguendo le manine che saggiavano i muri dello stretto corridoio. In fondo, là nella stanza, il papà continuava a tamburellare sulla tastiera.
Scivolando piano piano manine, piedini e compagnia arrivarono alla porta, finalmente!
Spalancata di slancio, Matteo fece un respirone forte e papà si voltò di scatto: “Piccolino, sei qui?”
E dove vuoi che sia? Pensò il “piccolino”, non mi vedi?
“Che ti succede, piccolino?”
“Niente, quasi.”
E a Matteo scappò il più bel sorriso dal suo ultimo compleanno.
Papa' fece qualche manovra affrettata e “voilà”! chiuse l'aggeggio informatico di colpo. Si alzò ed esclamò:
“Per un sorriso così, vale la pena chiudere con il lavoro! Che ne dici di una storia di paura e di avventura sul tuo tappeto magico?”
“Anch'io devo raccontarti una storia tremenda, ma prima portami a fare  pipì, papino!”

E la paura sorrise e si rannicchiò sul tappeto perché, anche lei, aveva bisogno di storie raccontate da un papà.

Foto da marieclaire.it

domenica 15 ottobre 2017

Un libro: In viaggio. Superare le difficoltà fa conoscere e fa crescere.


In viaggio
IN VIAGGIO
EDITORE: EDT
COLLANA GIRALANGOLO

recensione di Annamaria Gatti


In Viaggio, edito in Belgio e Paesi Bassi nel 2015, viene proposto ora in Italia con la traduzione di   Francesca Degani per EDT. 
Un titolo che ritengo forse un po’ scontato per un albo davvero interessante.

Un porcospino e un ranocchio intraprendono un viaggio divertente e a sorpresa. Ma il libro è di una ricchezza inaspettata: in sintesi, fa volare la mente e il cuore, parla ai bambini, ma non solo,  li esorta a raccontarsi, per giungere magari alla consapevolezza  che anche la vita è un viaggio. A noi percorrerla con curiosità e voglia di mettersi in gioco senza fermarsi, con leggerezza.
Porcospino invita l’amico ad un viaggio senza meta, un viaggio che è bellezza per quel che è. 

Non si fermano mai, vanno alla scoperta felice di territori, situazioni, colori e panorami, albe e tramonti, così ben interpretati, in stile un po’ naif, dall’illustratore Guido Van Genechten, autore conosciuto per le numerose  pubblicazioni per i più piccoli.
Paura e dubbi si superano se il viaggio lo si intraprende in compagnia, se si decide di lasciarsi alle spalle la solitudine e si risponde all’invito che la vita ci fa attraverso gli accadimenti e le persone.  
E’ quel che fa Ranocchio.

Il percorso porterà buoni frutti se facciamo i conti con la fragilità di ciascuno e la accogliamo e se superiamo i timori e i dubbi, con fiducia negli altri e in noi stessi.
Allora anche le buie gallerie, che spaventano così intensamente  Ranocchio, vedono la luce e dopo la tempesta assaporano, in cima alla vetta, non solo l’aria profumata che segue la pioggia, ma anche l’arcobaleno che concilia paure e sogni, il male e il bene.

Torneranno i due amici al loro villaggio?
Sì, ma molto cambiati, perché superare le difficoltà e conoscere fa crescere e insegna. Anche Ranocchio per esempio ha imparato a guidare: è lui a riportare tutti e due a casa e  non è più quello di prima, ma arriva a casa rinnovato e  soprattutto capace di pensarsi continuamente  in viaggio, in  ricerca di nuovi volti e profumi e sfumature.
“”Sono in viaggio!”
“Sempre” disse Porcospino. “Lo sei sempre.”

Anche noi siamo sempre in viaggio!
Buon viaggio a tutti allora, in compagnia.

Per bambini dai 3 ai … 99 anni!

giovedì 5 ottobre 2017

Don Mazzi senza se e senza ma sugli adolescenti. SPINOCCHIO come sballo, sbando, spinello...

SPINOCCHIO
di Don Mazzi
Exodus
Recensione di Annamaria Gatti

Quanti adolescenti ci interrogano e ci scuotono. Nella vita quotidiana e nel mondo dell’informazione. 

Don Mazzi, senza se e senza ma, come sempre per chi vive nella trincea del mondo educativo di confine, incontra genitori ed educatori che con gli adolescenti   trafficano ogni giorno talenti, pazienza, entusiasmi e tragedie, per presentare il suo ultimo libro.

Ed ecco Spinocchio (http://www.vita.it/it/article/2017/04/18/don-mazzi-spinocchio-ladolescenza-vista-alla-rovescia/143080/) che viviseziona in poche battute chiare e lapidarie, per poi addentrarsi in episodi di vita vissuta,   che scomodano ed emozionano tutta la platea, in una primaverile piazza veneta bellissima  e luminosa.

E’ un ritorno il suo in terra veneta, lui veneto e cittadino del mondo, soprattutto abitante del mondo dei giovani in sofferenza acuta, per la maldestra capacità degli adulti di quest’epoca di compiere la loro estrema testimonianza di vita vera, di sacrificio e di coraggio. 

Il titolo? Spinocchio, come sballo, sbando, come spinello…  ma attenzione! 

Don Mazzi consiglia di vedere l’adolescenza proprio all’incontrario, ecco la motivazione della  S  davanti alla parola Pinocchio, vedere nelle vicende del burattino all’incontrario, la metafora dell’adolescente.  

“Sono belli i nostri giovani” esordisce “ tirano fuori il meglio di sé, se glielo chiedi, se stai con loro,  se li ami davvero”. L’adolescenza è il periodo più importante dopo i primi anni di vita e non vanno lasciati soli e alla sbando. E il sacerdote di trincea usa guardando dritto negli occhi i genitori presenti, quattro immagini forti per descrivere gli adolescenti: Il torrente, il puledro, l’aquilone e l’automobile.

La ragazza, il ragazzo tra i 14/17 anni è un torrente in piena. L’auto “panda” tranquilla di ieri, oggi si è trasformata in una “ferrari” di grande potenzialità, che neppure il giovane o la giovane sanno gestire e riconoscere, la loro persona è altro da ieri, ed esplode in tutta la sua capacità di vivere, progettare, spendersi…  

Servono due  argini forti, genitori  e quindi anche padri di tempra e di cuore per questi ragazze e ragazzi che  sono anche puledri, con molta vivacità da scaricare bene, impossibile tenerli al guinzaglio, irresponsabile lasciarli andare senza i supporti indispensabili, come si fa con gli aquiloni, che vanno e viaggiano, ma che sono ancorati a valori, esperienze di vita buona, porti dove ancorare  e nutrirsi di ascolto e testimonianza,  per riprendere il viaggio.

“Aiutaci ad arrivare prima, prima che la vita dei nostri ragazzi si spezzi” recita la pagina on line di  Exodus. 
E in Spinocchio propone tre percorsi o “avventure” educative, capaci di avvincere i ragazzi, per prevenire appunto!  E prevenire è meglio che curare! Un libro da scoprire.

Annamaria Gatti

mercoledì 27 settembre 2017

A scuola tutti i bambini devono essere felici. Un libro intorno al maestro Paolo Limonta

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Paolo Limonta




A scuola  “…senza mai pensare di abbandonarne anche uno soltanto”

TUTTI I BAMBINI DEVONO ESSERE FELICI
Storia di un maestro e della sua scuola
Antonella Meiani
Ed. Terre di Mezzo -  euro 12
Fonte Città Nuova settembre 2017

Il mondo della scuola sta per iniziare un nuovo  cammino dopo le vacanze. Ma ci sono personaggi , docenti incalliti, che non smettono mai di lavorare anche nel tempo delle vacanze.  Se uno ama il suo mestiere ci mette tante di quelle forze che d’estate è d’obbligo  riposare, rimettere nel fodero anche  le armi per affrontare dignitosamente la martellante  burocrazia che sfianca, ma anche verificare, rivedere, pianificare a grandi linee, ricercare…
Immagino per esempio che il docente Paolo Limonta non conosca soste di alcun genere nella sua esercitata quotidiana umanità. Maestro “per natura”, diventato insegnante  dopo un cammino interessante di condivisione con i problemi emergenti di un’umanità cittadina,  è stato un validissimo braccio destro del sindaco di Milano  Giuliano Pisapia. La sua vita  però è stare con i suoi bambini. E per loro proclama e attualizza, con scelte dure e felici, con presenza massiccia  (è un gigante buono!) e vera, che tutti devono essere felici. Altrimenti, a cosa serve la scuola?
Leggere il libro scritto da  Antonella Meiani   sul suo collega  milanese di battaglie e di fatiche, di scoperte e di scelte di buonissima scuola,  è come aprire con trepidazione il sipario su qualche decennio di vicende della scuola elementare e non solo.  
Milano è  il palco della narrazione delle vicende di Paolo.  Il lettore è accompagnato a condividere questo pezzo di storia nell’avvicendarsi di eventi, aneddoti, fatti di cui è protagonista, deciso a non mollare i suoi ragazzi, decisissimo a fare della sua professione, a anche della sua vita, un capolavoro di umanità e di solidarietà, per rendere la scuola un luogo “affettivo”.  
...“Stare a fianco di ognuno di loro. Incitarli, coccolarli, consolarli, asciugare le loro lacrime, blandirli, spronarli, aspettarli. E, se necessario, ricominciare da capo. Senza mai, neppure per un istante, pensare di rinunciare e di abbandonarne anche uno soltanto.”...

Allora coraggio, insegnanti di ogni angolo di questa scuola così problematica! La felicità a scuola è possibile, lì dove vivi tu,  dove insegni… basta crederci.
Pubblicato da Annamaria Gatti
versione integrale

martedì 19 settembre 2017

Sei una bambina o un bambino che ama le scienze? Un libro per te: Anatomia

Anatomia - Sezioni e animazioni per osservare il corpo da vicino
ANATOMIA
Hélène Druvert & Jean-Claude Druvert
Edizioni Ippocampo
Recensione di Annamaria Gatti
Fonte:  Città Nuova luglio 2017

A una certa età alcuni  bambini o bambine  cominciano a provare un forte interesse per i libri scientifici. Solitamente per temi particolari, che richiedono libri o strumenti specifici, perché devono essere adatti alle loro capacità ricettive e alla loro comprensione lessicale. Devono cioè veicolare contenuti e approcci, rispettando il livello e l’interesse, senza fare sconti al rigore scientifico.
Ecco in questo libro un contributo di tutto rispetto, per viaggiare fra le parti anatomiche del corpo umano;  muscoli, sistema nervoso,  cuore, cervello, apparato digerente, circolatorio, respiratorio, urinario,  scheletro, i cinque sensi e il sistema riproduttivo femminile e maschile.
Gli autori, padre e figlia, medico e illustratrice, si servono di testi rigorosi, e di illustrazioni dettagliate, così precise perché prodotte con tagli laser, una tecnica che ha permesso di entrare così nel particolare con esattezza, arricchendo la  visione d’insieme.

E, convinta del buon lavoro svolto, l’editrice Ippocampo ci permette di sfogliare questa opera  al link  
pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

mercoledì 6 settembre 2017

Buona scuola agli insegnanti

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Sei un insegnante.
Senza apostrofo?
Sei un'insegnante, con l'apostrofo perchè all'infanzia e alla primaria la maggioranza è femminile.
Diciamo che parlo con te, di te. E vorrei tanto che giovani maestri trovino in questa professione la loro realizzazione umana e culturale. Sarebbero così necessari!

Insegnante. 
Esserlo davvero in modo totale muove un incredibile processo che si è alimentato forse fin dai primi anni di vita scolastica, o forse è andato maturando nel corso degli studi.
Processo che ti ha visto messa alla prova in tante situazioni, in cui hai sperimentato quanto sarebbe stato gratificante e appagante avere cura di bambini, ragazzi, futuri donne e uomini, per crescerli nella conoscenza e nelle vita.

Poi hai sperimentato con gli studi quanto ci fosse da imparare e quanto la ricerca fosse attraente perchè mai convinta di essere arrivata a soluzione, a concepire il metodo giusto e a conoscere i bisogni reali di quei bambini. 

Infine eccoti lì, davanti a un compito che hai subito avvertito solenne e troppo grande. Voglia di scappare, se non fosse che per arrivare lì avevi scalato montagne, superato esami e riesami... E ci sei rimasta. E hai continuato a esserci, convinta di quel che avevi scelto di fare, sicura che la differenza l'avresti fatta con l'attenzione vera che avresti dato a tutti, ai più fragili soprattutto.

Negli occhi albergano pochi grandi maestri, che ti hanno accompagnato in quel cammino. Nel cuore ci sono  le loro espressioni a sostenere l'empatia, la tolleranza, la metodologia. 
E il timore ha lasciato il posto alla voglia di mettersi in gioco, poi ti sei persa in quegli occhi, tanti, forse troppi... già pronti ad adorare in te il sogno di una scuola a misura, accogliente, aperta. Divertente anche perchè no?
Non facile, certo, anzi dura talvolta. 
Ma un sogno vero da realizzare questo sì con tanti altri che vogliono bene alla scuola.
Alla prossima!

pubblicato da Annamaria 
gatti54@yahoo.it

domenica 3 settembre 2017

In un libro: valorizzare le radici per comprendere il nostro presente.




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“UN CAPPELLO PIENO DI RICORDI” 
di Isabella Vendrame
© 2016 13 Lab Editore Srls
ISBN: 978-88-99633-18-9

Recensione di Annamaria Gatti

“Sono sicura però che anche voi, come me, avete avuto una bisnonna o un bisnonno, una nonna o un nonno davvero super. Tutto sta nel riuscire a scoprire il loro cappello dei ricordi. Ci deve essere, dovete solo cercarlo e aprirlo. Io ci sono riuscita!”

Isabella Vendrame è psicologa, attrice, scrittrice, conduttrice di programmi radiofonici e televisivi e autrice di un tenero libro indirizzato ai ragazzi e non solo.
"Un cappello pieno di ricordi",  si legge tutto d’un fiato, la scrittura semplice e molto curata  lo impreziosisce.
Le pagine gettano lo sguardo su un mondo appena passato,  ma di cui siamo il prodotto e a cui è bene fare riferimento e custodirne onorevolmente la memoria.

Niki, la protagonista,  trova nel baule dei ricordi, fra pizzi e “chiacchierini”, il diario della bisnonna e, leggendolo con commozione e sorpresa, ricostruisce il vissuto di una donna del secolo scorso, le sue  vicende umane e famigliari, scandite dagli eventi storici che si collocano  pur discretamente  nella narrazione.
La bisnonna aveva deciso di scrivere il diario a ridosso del  compimento dell’ottantottesimo anno e ripercorre, colorandoli,  i fatti salienti della sua vita, che si era compiuta tra Bergamo e Vittorio Veneto.
La rispettosa e affettuosa rivisitazione degli eventi, che la bisnonna Lara racconta nel diario, hanno il sapore della scoperta, si mescolano a ricette e ad aneddoti, a perle di saggezza, a filastrocche e poesiole d’infanzia o detti dall’intento pedagogico come:
«L’orologio dei ragazzi, /con un filo di giudizio 
corre sempre a precipizio /quando adagio deve andar!»

Attorno a Niki, e al suo entusiasmo,  solidarizzano la mamma, che lascia che scopra pian piano i segreti della bisnonna, e l’amica Patty, che condivide commozioni e sogni adolescenti. La regina delle pagine però è lei, la bisnonna Lara e il suo cappello, dono per una promessa d’amore, colmo di quei ricordi che trovano in parte spazio  nel diario stesso.

“Il diario mi aveva catturata. E anche imbavagliata, perché non ero mai stata così tanto zitta e concentrata nella lettura. Se lo avesse saputo il mio professore di italiano! Il diario non aveva imbavagliato, però, i miei fantasiosi pensieri”.

Un centinaio di pagine narrate lievemente ed intensamente, con un intento facile da condividere: attenzione ragazzi e adulti in genere! Non ignorate la ricchezza spirituale che coloro che sono stati “le nostre radici” possono e devono poter trasmettere. Valorizziamo la storia personale e quella comunitaria, portatrice di insegnamenti e saggezza vissuta e testimoniata.
Buon cammino Isabella!
                                                                       Annamaria Gatti
Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it