Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

martedì 22 maggio 2018

Il giorno in cui signora Aria partì. Recensione dalla parte dei bambini.

Il giorno in cui Signora Aria partì libro di Versace Graziano

Graziano Versace
IL GIORNO IN CUI SIGNORA ARIA PARTI'
Città Nuova, 2018

Recensione di Annamaria Gatti

Il "giorno" in cui la Signora Aria partì è il momento in cui Matilde, sorellina di Luca, un convincente io narrante, non ha più bisogno di questo femminile personaggio immaginario e lo lascia andare. 
E' un momento magico e  solenne, che vede riunita tutta la famiglia accanto a un binario di un  ipotetico treno in partenza. E sembra al lettore che quel vagone si porti via il dolore della separazione e della precarietà affettiva, pur colmata in parte, per i due bambini, da un padre creativo e trafficone, a suo modo amorevole e comunque fuori dagli schemi.

La difesa dell'invisibile compagna, esercitata dalla bambina di fronte alla preoccupata curiosità della nonna e della mamma, è un riuscito tentativo narrativo di dare lettura del dolore dell'assenza materna e della sua evoluzione.
Dopo aver constatato  tutta la fragilità della mamma dinnanzi al rifiuto della figlioletta di riconoscerla, Matilde scoprirà  un fatto straordinario: una Signora Aria davvero è esistita nel passato di Matilde! Era cantata nella filastrocca che la madre le sussurrava da piccolissima e che nessuno in famiglia ricordava.  Ma la figlioletta sì!

Signora Aria è/era per Matilde la mamma tanto desiderata, che non se ne è mai andata perchè trattenuta dalla fantasia e dal bisogno di amore, riversato in quella signora tanto irreale quanto presente.
"Non stava accadendo nulla di vero, 
ma Signora Aria lo era...
 Si era personificata per aiutare Matilde;  
per aiutarla a reggere il peso di quei giorni vissuti su un filo traballante
 fino a che non eravamo rientrati nella vita di mamma. 
E il fatto che fossimo tutt'e quattro lì era un monito 
a proseguire su quella strada..."

Nel romanzo trova spazio anche un motocarro, il mitico  Ape, pieno di libri da vendere, un padre scrittore strampalato, delicate fantasie narrative sullo sfondo della terra calabrese, 
Altri temi importanti si affacciano in queste pagine di Graziano Versace, già autore conosciuto, da scoprire in una lettura spedita ed essenziale.
E' questo un romanzo definito di formazione. E' comunque un tenero sguardo alla famiglia in difficoltà e alle innumerevoli  risorse insite nei suoi componenti. Ma anche un invito implicito a prendere sul serio i bambini e la loro capacità di leggere la vita con occhi di misericordia e di  pura fantasia.

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it





martedì 15 maggio 2018

Mamme: volete togliere la fatica ai figli? E poi succede che...

Immagine correlata



Franco Nembrini educatore, insegnante, fondatore di scuole e scrittore, ci regala 34 puntate su TV2000 sulla bellezza dell'educare e ci affascina.

Oggi la parola su cui dialogare era FATICA.
Quella dei bambini e dei ragazzi, dei figli.

E se per non far fare fatica ai figli ci si sostituisce o si spianano le strade, o non si permettono esperienze di fatica, ecco le conseguenze: davanti alla vita che manda le prove sono perennemente impreparati e cadono, stramazzano e si distruggono, o protestano e tiranneggiano.
Di chi la colpa? Dei genitori. Si dice.

Delle madri soprattutto, si dice, che se vuoi volare alto te lo impediscono perchè ti farai male... e dei padri che non supportano le madri e latitano. Aggiungo io.

La fatica ti raggiunge nella vita, sempre, perchè devi giocarti bene la vita. I bambini vogliono provarsi e fare fatica, riuscire e dimostrare di essere in grado di farcela. Togliere la fatica è togliere il respiro. Schiacciare.

Fatica fisica.
Fatica spirituale, morale, psicologica.

Penso a mio nipote che fin dai 6 anni non voleva che lo aiutassi a portare lo zaino scolastico pesante: no grazie, nonna. Ok!
La prossima volta vi racconto dell'uovo di aquila capitato nel pollaio. Nembrini è molto convincente nel racconto.


pubblicato da Annamaria Gatti
foto da jovenessaa.com.ar

domenica 6 maggio 2018

Ricetta per una avventura: star bene insieme in classe. Più favola allegata...



RICETTA PER UNA AVVENTURA DI ...CLASSE

INGREDIENTI: 

Ø PROCURATI LA FAVOLA PUBBLICATA di Annamaria :  S.A.S.S.I. 
                         O LEGGILA QUI SOTTO!


Ø MAESTRE OK, CON INFINITA PAZIENZA
Ø RAGAZZE E RAGAZZI IN GAMBA (MA ANCHE NON TROPPO IN GAMBA)
Ø CUORI CAPACI
Ø INTELLIGENZE VIVISSIME
Ø VOGLIA DI CAMBIARE IN MEGLIO
Ø VOGLIA DI DIVERTIRSI
Ø VOGLIA DI STARE BENE INSIEME
Ø UN BARATTOLO TRASPARENTE CON COPERCHIO
Ø SACCHETTO DI SASSI DI BUONA MISURA

COME FARE:
ü  ENTRATE IN CLASSE OGNI MATTINA
ü ANCHE SE C’E’ BURRASCA CREDERE CHE CI SIANO TANTE COSE BUONE IN CIASCUNO DA GIOCARE IN CAMPO

ü FARE COSE BUONE CHE RENDONO FELICI ANCHE SE COSTANO (esempio: essere sicuri che la giornata andrà benone, aiutare chi ha bisogno di qualche cosa, non litigare,  perdonare chi fa male e aiutarlo a migliorare, essere gentile, essere educato, mettersi d’accordo per portare sempre i compiti fatti, eseguire bene il lavoro, non chiacchierare inutilmente, ricordarsi bene di fare i compiti…)

ü PER UNA SETTIMANA, DOPO L’INTERVALLO O IN UN MOMENTO CHE DECIDETE,  METTERE UN SASSO NEL VASO PER OGNI GESTO DI GENTILEZZA FATTO DA TE O VISTO FARE DA UN COMPAGNO O DA UNA COMPAGNA

ü DOPO UNA SETTIMANA VALUTARE CON UNA CONVERSAZIONE IN CERCHIO SE SIETE STATI CONTENTI E DECIDETE SE VOLETE E COME CONTINUARE IL GIOCO.
E POI SCEGLIETE INSIEME QUALE REGALO FARVI PER AVER MIGLIORATO IL VOSTRO CLIMA SCOLASTICO! 
USCITA? 
LETTURA DI UN BEL LIBRO?
INVITARE L'AUTRICE DELLA FAVOLA PER ALTRE FAVOLE?
FESTA A SCUOLA?
FILM? 
ORE DI GIOCO ORGANIZZATO DA VOI? 
CIAO!

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

ECCO LA FAVOLA!
                   S.A.S.S.I
di Annamaria Gatti
Fonte: Città Nuova, 25 Novembre 2012


C'erano una volta dei sassi qualunque.
Sassolino, un cosino piatto e lucido, arrostiva al sole del primo pomeriggio.
Sassone, un cosone rotondo e bianchiccio, poco più in là, borbottava per chissà cosa.
Sassello, un appuntito grigiastro e  filosofo meditava concludendo:
“Inutili, siamo proprio inutili ahimè!”
“Hai ragione, non profumiamo neppure l'aria!” s'incupì Sassone.
“Tutto vero, non sappiamo cinguettare qualcosa di decente...” piagnucolò Sassolino.
Le nuvole si ammassarono verso ovest e fu l'ora della merenda.
Caterina uscì, scricchiolando sulla ghiaietta del vialetto. Scrutando qua e là, si fermò vicino ai tre e li raccolse.
Ballando qua e là in tasca con un sordo ritmo, i tre sassi si accorsero di essere arrivati a destinazione quando Caterina li fece scivolare in un panciuto vaso di vetro.

“Per tutte le rocce della luna, cosa ci facciamo qui?” sbottò Sassone guardando tutti quei sassi accumulati nel vaso.


I sassi non risposero, ma intanto Caterina stava spiegando:

“Maestra! Ecco altri tre sassi, oggi ho visto tre cose importanti...per la nostra raccolta.”

Sapeva di avere gli occhi curiosi di tutti i compagni addosso e la tirò un po' più lunga.

“Dunque...Daniele ha messo in ordine il banco di Andrea, che ha il braccio ingessato.”

 Un applauso accompagnò le orecchie di Daniele che diventarono rosso scuro.


“Poi Aziz ha diviso i soliti due litiganti, prima che si azzuffassero davvero. Si è preso anche un calcio, ma non ha reagito.”

Doppio applauso per Aziz.

“Il terzo sasso è per te perchè, anziché farci le prediche, ci hai insegnato a osservare il bene e a raccontarlo con i...sassi!”

“Maestra, e quando   il vaso sarà pieno?”

“Secondo me vi sentirete tutti meglio. E potete decidere  voi cosa fare in un'ora di scuola, con una votazione democratica.”


“Dai facciamo una festa, o un gioco...”

“Ci leggi un libro? O guardiamo un film!”

“Invitiamo qualcuno a scuola che ci parli di una cosa che ci interessa molto!”

Sassolino, Sassone e Sassello  non si erano mai sentiti così importanti e diventarono blu per l'emozione.


E blu è anche il mio colore preferito!

giovedì 26 aprile 2018

UNA PROPOSTA DI FELICITA' PER I NOSTRI FIGLI

Immagine correlata




Un gioco da fare a scuola?  
In famiglia,  per imparare a stare bene insieme?
A catechismo?
Alla festa di compleanno?
Vedete voi! Scrivetemi!


Un gruppo di 50 persone stava frequentando un seminario. Improvvisamente l’oratore si fermò e decise di fare un’attività di gruppo. 

Iniziò a dare un palloncino a ciascuno dei 50 seminaristi. 

Ad ognuno fu chiesto di scrivere con un pennarello il proprio nome su di esso. Poi tutti i palloncini furono raccolti e messi in un’altra stanza.


Una volta riempita la stanza di palloncini, l’oratore chiese ai 50 seminaristi di rientrare dentro e trovare il palloncino col proprio nome entro 5 minuti. 

La scena fu questa: tutti erano freneticamente alla ricerca del palloncino col proprio nome, ognuno si scontrava con l’altro, spinte, gomitate….nella stanza regnava il caos totale!
Allo scadere dei 5 minuti nessuno riuscì a trovare il proprio palloncino.


Vista la prova fallimentare ad ognuno di loro fu chiesto di raccogliere un palloncino qualsiasi e darlo alla persona che aveva scritto il nome su di esso. 


In pochissimi minuti tutti avevano in mano 
il proprio palloncino!

A questo punto l’oratore disse: Questo è esattamente ciò che sta accadendo nella nostra vita. 
Tutti siamo alla ricerca frenetica della felicità…giriamo come delle trottole, ma non riusciamo a trovarla.



La nostra felicità sta nella felicità delle altre persone. Rendete loro felici e avrete la vostra felicità.

E’ questo lo scopo della vita umana.


Fonte: sconosciuta su facebook
Se qualcuno ne conosce i riferimenti è pregato di fornirla a questo blogger
gatti54@yahoo.it

foto: da betharram.it

mercoledì 11 aprile 2018

Per insegnanti e genitori: allearsi con le fatiche dei ragazzi contro gli errori. Conviene.

             Risultati immagini per immagini lucangeli daniela



Da alcune settimane la professoressa Daniela Lucangeli lascia su Facebook contributi di grande interesse e fruibilità, è un appuntamento con cadenza  settimanale lieve, una manciata di minuti (6/7),  ma così intenso da suscitare commenti entusiasti di insegnanti o genitori: sono i "MERCOLEDI' DELLA LETTURA".

Ordinaria di Psicologia dello Sviluppo (e molto altro) presso l'Università di Padova, è docente di chiarissima fama, molto seguita nel mondo accademico, educativo e scolastico. (vedi CV in http://www.unipd.it/prorettrice-continuita-formativa-scuola-universita-lavoro). 

I suoi numerosissimi interventi, che in parte si ritrovano anche  in video sul web, hanno a mio parere due caratteristiche fondamentali: una grande autorevolezza scientifica, a cui si accompagna una attenzione speciale e una capacità empatica  entusiasmante, sempre autenticamente dalla parte dei  bambini e dei ragazzi. Soprattutto quelli con  disturbi dell'apprendimento, ma non solo!

Sei un insegnante deluso o con molti dubbi? Sei un docente bravo, ma senti la fatica di affrontare tante problematiche anche di apprendimento dei tuoi ragazzi? Sei un maestro comunque entusiasta, a cui farebbe bene sentirsi in buona compagnia? Senti che qualcosa non va per i tuoi ragazzi, quando parli di disturbi di apprendimento?

I MERCOLEDI' DELLA LETTURA della professoressa sono  perle da non perdere.  Da rileggere, per documentarsi con tenacia.

Oggi legge con la lettera D, DIFENDICI... ma poi anche dolore, disturbi, con un'escursione su "desiderio"

https://www.facebook.com/danielalucangeliofficial/videos/1652495554832057/UzpfSTE2NjAyNzEzNTE6MTAyMTM4NzM0ODE1MDU0MzU/

ALLEATI CON I RAGAZZI O ALLEATI CON GLI ERRORI?
Una verità che è di colossale portata

Ascoltate la mail di Luca! 
Dateci una scuola che rispetti la nostra vulnerabilità! 
E come lo spiega alla prof.ssa Lucangeli... che poi conclude:

"Il mio punto di Dolore è questo: è davvero necessario che utilizziamo tanto tempo della nostra vita a dover spiegare che dove si cresce (scuola, ambienti educativi, amici...) non ci può essere la percezione di pericolo, perchè il primo modo di difendersi  è di scappare... 

Quindi, come possiamo ottenere il meglio da questi ragazzi se li facciamo sentire in pericolo per ciò che hanno di fragile? 
Dobbiamo decidere: se non siamo alleati dei ragazzi, siamo giudici.

E' un meccanismo di alleanza invece che serve! 
Il meccanismo è di alleanza,  qualsiasi sia la loro vulnerabilità. 

Se siamo alleati delle loro fatiche contro gli errori,  allora saremo maestri e professioni che sanno aiutare...

mercoledì 28 marzo 2018

Amicizia a primavera. Favoletta di Aprile.





RICCIO LINO, SVEGLIATI!   E’ PRIMAVERA

di Annamaria Gatti

Illustrazione di Eleonora Moretti

Fonte: Città Nuova,  Aprile 2018

Riccio Lino aveva dormito a lungo, ma era giunto ormai  il tempo del risveglio e nella boscaglia Rossino, il pettirosso, svolazzando qua e là,  si chiedeva: “Quando potrò salutare il mio amico Lino?”
“Non è ancora il tempo” pensava  Lino, “devo ancora dormire.” Si sa i ricci non amano la compagnia di nessuno, ma i due erano diventati amici durante la precedente estate e si erano salutati in autunno, con la promessa di ritrovarsi in primavera.

Pur nascosto nella sua tana, il riccio poteva sentire il movimento là fuori, ma gli occhietti non si aprivano e neppure le zampe erano disposte a mettersi in moto, proprio come succede agli scolari, e non solo, il lunedì mattina.  

“Svegliati,  stai dormendo dal mese di ottobre! Ora aprile  è arrivato!” gli aveva ritmato Rossino. I pettirossi cantano soprattutto nelle ore serali e notturne e i ricci preferiscono cercare il cibo all’imbrunire. “Dai Lino,” aveva incoraggiato Rossino,  “vieni a vedere il tramonto, una magnificenza!”

Poi qualcosa era accaduto: un canto aveva invaso il bosco, era arrivato fin dentro la tana e Lino aveva scosso gli aculei. Le foglie secche e il muschio, che lo avevano avvolto durante i  mesi freddi,  erano stati rimossi.
“Deve essere proprio Rossino che canta,” aveva sussurrato  Lino, “quindi sarà primavera ormai, mi sta chiamando… arrivo… forse… tra poco sono lì!”

Uscito, il riccio aveva annusato l’aria attorno: tutto sapeva di nuovo e di questo era certo, aveva l’olfatto più capace del bosco. “Chissà perché mi sorridono le foglie nuove e i fili d’erba…”
“Perché è arrivata,” aveva risposto entusiasta il pettirosso, “tutto è splendente, guarda!”
Anche il cielo non era più lo stesso, le pennellate di arancione  e rosa li avevano incantati: era ora di ricominciare ad essere amici. Le corse veloci nel sottobosco e i  forti aculei da difesa di Lino avrebbero incontrato la festa  dei voli e dei gorgheggi di Rossino, per scoprire come era bello vivere insieme, pur così diversi.

lunedì 19 marzo 2018

Nuova presentazione di "Dall'altra parte del mondo Storia di Vera e Trysa". Un libro molto amato

Aspetto giovani e adulti, lettrici e lettori appassionati, fans di Trysa e Vera...
lettori incalliti, distratti, demotivati, attenti, sensibili alle note di un violino e di un piano, amanti di Piazzolla, Vivaldi o Morricone, in un racconto appassionato dove amore, amicizia e morte si incrociano e placano il cuore.
A chi ha già letto e apprezzato il romanzo breve (e ammutolito per il finale...) dirò, per salvarmi da linciaggi morali, che i ragazzi delle scuole secondarie mi hanno costretto a promettere che avrei scritto la continuazione....